Le cose non accadono mai per caso. Ogni pensiero che attraversa la mente crea una propria realtà e l’Universo risponde anche a domande che non hai fatto esplicitamente, dandoti le risposte attraverso simboli, messaggi, incontri.
Ho fatto questa premessa perché anche tu, probabilmente, stai vivendo una situazione simile a quella che sto per raccontarti. Questo breve articolo che sta catturando la tua attenzione ne è la prova.
Perlomeno una volta nella vita ti sarà capitato di dire Sì, mentre dentro di te qualcosa urlava NO. E mentre lo facevi sapevi di aver tradito te stesso per compiacere chi ti stava chiedendo un favore.
Quando si tratta di un evento sporadico possiamo definirlo disagio innocuo. Tuttavia, nel momento in cui si trasforma in un elemento costante dell’esistenza, si viene a creare un meccanismo di dipendenza e di perdita energetica molto potente.
Il punto è comprendere il tipo di legame che intercorre tra te e la persona a cui regali il tuo tempo, i tuoi servizi e il tuo denaro. Hai capito bene: quando lo scambio non è equo, ti svuoti di ogni cosa, fisica, emozionale, materiale.
Si tratta di un familiare?
È la trappola più comune a cui noi tutti andiamo incontro, ma esiste una variante importante da riconoscere; ossia quando la richiesta viene da chi dipende realmente da noi: un figlio piccolo che ha bisogno di cure, un genitore/familiare anziano che non può badare a se stesso, oppure una responsabilità che abbiamo consapevolmente assunto nel passato, ad esempio professionale.
In questi casi il confine da proteggere non è il rifiuto della richiesta in sé, bensì nell’organizzare insieme un modo per adempiere a quella richiesta.
Per tutto il resto, lo sfruttamento della propria disponibilità va riconosciuto e fermato comunque, anche all’interno di un legame a cui teniamo (parenti, partner, amici, ecc.).
Se ricevi una pressione psicologica costante, potresti avere difficoltà nel dire un “NO” senza dare troppe spiegazioni.
Fai attenzione.
Spiegare significa condividere un’informazione a beneficio di chi ascolta. Giustificare significa invece chiedere il permesso di fare ciò che hai già deciso di fare. Così facendo, apri le porte all’altro, offrendo la possibilità di ulteriori trattative.
Alla fine il tuo “NO”, impregnato di sensi di colpa, si trasformerà in un “triste SÌ”.
Quindi… cosa puoi fare per distaccarti da simili situazioni?
Primo step: UN PASSO INDIETRO
Se hai la persona davanti a te, allontanati. Interrompendo il riflesso automatico di compiacere, freni l’istinto e dai respiro alla tua mente per poter scegliere la risposta più adeguata.
Secondo step: FRASE BREVE SENZA GIUSTIFICAZIONE
“Questa volta non posso aiutarti.” Punto.
Una frase breve è priva di appigli.
Terzo step: IL CONTO CHE NON TORNA MAI
Incrocia due dita ogni volta che qualcuno ti chiede qualcosa senza mai restituire nulla in cambio. Si tratta di un modo concreto per rendere visibile a te stesso lo squilibrio nascosto dietro il senso del dovere, della bassa autostima, del dover compiacere.
Queste tre semplici azioni puoi applicarle in ogni ambito della tua vita, sia che si tratti di un coinvolgimento familiare che non ti tocca personalmente, sia nella relazione tra colleghi (cambi turno, favori, ecc.), sia in una trattativa di affari o in ambito sentimentale.
La regola è semplice da ricordare.
La mente è la trappola.
Il Cuore è la Libertà.
Segui il tuo cuore e fai ogni cosa con il cuore.
❤️
Se vuoi andare più in profondità e trasformare questi schemi, due differenti metodi di “lettura” possono supportarti in questo viaggio:
Soul Realignment – Riallineamento dell’Anima
Soul Plan – Piano dell’Anima.

